SOA/T

SOAT200

Service Oriented Architecture Thinking.
Architettura! No, Pensiero!
Prima di pensare ad architetture, applicazioni, framework, formiamo il nostro modo di pensare.

Pensare a servizi ossia ad azioni che risolvono problemi!

Le architetture sono a servizio del business, del modo di pensare dell’azienda,  l’architettura aiuta l’azienda a mettere in pratica la propria “Vision”. Questo non è sufficente per far si che un azienda sia organizzata e lavori a servizi. L’azienda lavora a servizi, quando oltre alle architetture, anche organizzazione,  settore commerciale, logistico, produttivo e contabile sono disposti a pensare e lavorare a servizi.

La metodologia SOT coinvolge tutta l’azienda e porta ogni dipendente e collaboratore a vedere il proprio operato ai fini del servizio esposto offerto al cliente.

Una fattura di vendita completa e ben documentata, un movimento contabile corretto ha la stessa valenza di un prodotto consegnato in tempo e conforme alle aspettative del cliente. L’aggiornamento delle anagrafiche, dei conti contabili dei magazzini o delle distinte base son fondamentali per poter esporre servizi in real-time al cliente finale.

L’IT può fornire l’architettura corretta per esporre in modo facile, sicuro e continuativo servizi, ma solo le persone sono garanzia di successo sull’esposizione del servizio.

Il servizio è composto da tecnologia, sicuramente, ma soprattutto da valore aziendale. Il valore aziendale riesce a trasferirlo  le persone lavorando con una mentalità comune: SOT.

SOA o SOT che sia, un pò di tecnologia non fa male. Gestione del processo, definizione dell’architettura, gestione delle persone, implementazione dell’architettura informatica sono comunque aspetti che migliorano l’operato aziendale se fatti con strumenti idonei e governati in modo idoneo.

La gestione del processo può avvenire tramite un gestore BPM (ad esempio Bonita BPM ) oppure ad un ALM (ad esempio Polarion o RTC ). Il prodotto aiuta a gestire sia il workflow di processo che l’esecuzione delle attività assegnadole in modo automatico ad ogni utente. L’informatizzazione del processo permette di migliorare il controllo del processo, misurare l’affidabilità e rilevare i punti di failure ossia i punti problematici a livello aziendale.

L’architettura SOA va prima di tutto definita e disegnata, strumenti di modellazione UML (ad esempio Enterprise Architect) permettono di utilizzare diagrammi standard per rappresentare l’architettura in base a diversi punti di vista.

L’implementazione dell’architettura può avvenire con prodotti performanti e facili da utilizzare che implementano in modo nativo il concetto SOA (WSO2 è una piattaforma SOA ). Usando piattaforme SOA native è facile sviluppare o mappare nuovi servizi e attuare concetti di autenticazione e autorizzazione con pochi sforzi di sviluppo.

Utilizzare prodotti noti e stabili è sicuramente un punto di partenza per poter avere un infrastruttura informatica a sostegno del proprio SOT.

 

 

 

 

 

Centos Network

Di seguito alcune brevi indicazioni su come impostare e gestire la rete su macchine Centos

Attivazione scheda di rete

The /etc/sysconfig/network file should contain the following line:

NETWORKING=yes
The NETWORKING variable must be set to yes if you want networking to start at boot time.

The /etc/sysconfig/network-scripts/ifcfg-eth0 file should contain the following lines:

DEVICE=eth0
HWADDR=xx:xx:xx:xx:xx:xx
BOOTPROTO=dhcp
ONBOOT=yes

Se si vuole abilitare altre scehde di rete basta modifcare il file relativo:
/etc/sysconfig/network-scripts/ifcfg-eth1 (wth2, eth3 …)
eseguire il comando
#service network restart
Attenzione: rispettare gli spazi, dopo = (uguale) non ci vanno gli spazi

Rename HostName

Come modificare l’hostName del sistema operativo centOS
modifcare l file /etc/hosts
$ vi /etc/hosts
127.0.0.1 NEWNAME localhost.localdomain localhost
Modifcare il file /etc/sysconfig/network
Inserire  l’attributo HOSTNAME. (se c’è già modificare il valore)
# vi /etc/sysconfig/network
NETWORKING=yes
HOSTNAME=NEWNAME
4. Restart the Network
# service network restart

Shutting down interface eth0: [ OK ]
Shutting down loopback interface: [ OK ]
Bringing up loopback interface: [ OK ]
Bringing up interface eth0: [ OK ]

VMware dhcp

VMware offre la possibilità di configurare il server DHCP in modo che le macchine virtuali possano avere un indirizzo fisso.

Configurare tramite DHCP è comodo in quanto non è necesario apportare nessuna modifica al server virtuale che si sta lanciando, le informazioni di rete arrivano direttamente dalla configurazione DHCP di vmWare

Attività da fare:

  1. Recuperare il MacAddress delle macchina virtuale
  2. Modificare il file dhcp.conf di vmWare
  3. Riavviare i servizi vmWare
  4. Avviare la macchina virtuale

Recuperare il MacAddress delle macchina virtuale

Il macAdress della macchina virtuale si trova nella configurazione della macchina virtuale.

macAddressvmWare

 

Modificare il file dhcp.conf di vmWare

Modificare il file dhcp.conf che si trova in /Library/Preferences/VMware\ Fusion/vmnet8

sudo vim /Library/Preferences/VMware\ Fusion/vmnet8/dhcpd.conf

Dopo la riga

    ####### VMNET DHCP Configuration. End of “DO NOT MODIFY SECTION” #######

aggiungere la nuova configurazione, sostituire “vmnamehere” con il nome della  vm.

    host vmnamehere {
    hardware ethernet 00:0c:29:B6:22:3E;
    fixed-address 192.168.115.50;
    }

inserire il macAddress recuperato dalla macchina virtuale e l’ip come da vostra configurazione di rete.

I parametri da settare sono:

  • vmnamehere: il nome della  macchina virtuale
  • hardware ethernet: il mac address della macchina virtuale
  • fixed-address: l’ip che si vule dare alla macchina virtuale

Riavviare i servizi vmWare

Per fare in modo che il file venga riletto riavviare i servizo vmWare e i servizi vmWare di rete. I comandi per riavviare i servizi sono nel folder /Applications/VMware Fusion.app/Contents/Library

cd /Applications/VMware Fusion.app/Contents/Library
    sudo ./vmnet-cli --configure
    sudo ./vmnet-cli --stop
    sudo ./vmnet-cli --start

Avviare la macchina virtuale

Avviare la macchina virtuale e verificare che l’ip sia quello configurato nel file dhcp.conf.

Conclusioni

In questo modo si possono configurare le reti, delle macchine virtuali, in modo dinamico.

Riferimenti

https://pubs.vmware.com/workstation-9/index.jsp?topic=%2Fcom.vmware.ws.using.doc%2FGUID-04D783E1-3AB9-4D98-9891-2C58215905CC.html